PCP o FenciclidinaIl PCP, sviluppato negli anni 50 come un anestetico chirurgico endovenoso, è classificato come un anestetico dissociativo: i suoi effetti sedativi ed anestetici portano ad una specie di trance, ed i pazienti sperimentano la sensazione di essere “fuori dal loro corpo” e staccati dal loro ambiente. Il PCP è stato usato in medicina veterinaria ma non ne è mai stato approvato l’uso sugli esseri umani a causa dei problemi che ha presentato durante gli studi clinici, inclusi delirio ed estrema agitazione manifestati dal paziente che si risveglia dall’anestesia.

Negli anni ’60, il PCP in pillole ha raggiunto una notevole diffusione, ma l’uso illecito di questa droga è andato rapidamente riducendosi in quanto i consumatori erano insoddisfatti del lungo periodo necessario perché la droga manifestasse i suoi effetti e dei comportamenti imprevedibili e spesso violenti associati al suo uso. Il PCP in polvere – conosciuto come “ozone”, “racket fuel”, “love boat”, “hog”, “embalming fluid” o “superweed” – è apparso negli anni ’70. Sottoforma di polvere, la droga è spruzzata su marijuana, tabacco o prezzemolo e dopo viene fumata, in questo modo gli effetti della droga si manifestano velocemente. I consumatori a volte assumono la droga sniffandola, se in polvere, o ingoiandola sottoforma di compresse. Il PCP ha l’aspetto di una bianca polvere cristallina, ma solitamente è colorato con tinture solubili in acqua o in alcol.

Quando è sniffato o fumato, il PCP viene trasportato rapidamente fino al cervello per interrompere il funzionamento delle aree che costituiscono il complesso dei recettori del NMDA (N-metilico-D-aspartato), che sono recettori del neurotrasmettitore glutammato. Questi recettori giocano un ruolo importante nella percezione del dolore, nella cognizione – compresi apprendimento e memoria – e nelle emozioni. Nel cervello, il PCP altera anche l’azione della dopamina, un neurotrasmettitore responsabile dell’euforia e del “flash” associato a molte droghe da abuso.

Piccole dosi di PCP (5 mg o meno) producono come effetti fisici respiri poco profondi e rapidi, aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca ed elevate temperature corporee. Dosi di 10 mg o più causano pericolosi cambiamenti nella pressione sanguigna, nella frequenza cardiaca e nella respirazione, spesso accompagnati da nausea, visioni confuse, vertigini ed una minore percezione del dolore. La contrazione muscolare può causare movimenti non coordinati e posizioni innaturali.
Nei casi gravi le contrazioni muscolari possono provocare fratture ossee o danni al rene. Dosi molto elevate di PCP possono originare convulsioni, come, ipertermia e morte.

Gli effetti del PCP sono imprevedibili. Di solito compaiono dopo pochi minuti dall’ingestione e durano per diverse ore. Alcuni utenti dicono di aver sentito gli effetti della droga per dei giorni. A volte l’assunzione della droga può produrre sensazioni di distacco dalla realtà, compresa distorsione dello spazio, del tempo e dell’immagine corporea; un’altra può produrre allucinazioni, panico e paura. Alcuni consumatori hanno descritto sensazioni di invulnerabilità e di potenza senza limiti.
Chi usa PCP può diventare disorientato, violento o suicida.

Un uso ripetuto del PCP può portare alla dipendenza, e recenti ricerche suggeriscono che un uso ripetuto o prolungato del PCP può causare sindrome da crisi d’astinenza quando si smette di far uso della droga. Sintomi come perdita della memoria e depressione possono persistere anche per un anno dopo che il consumatore ha smesso di usare il PCP.

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